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L'ARTE DEL DIALOGO* di Gianni Bassi e Rossana Zamburlin
ASCOLTARE PROFONDAMENTE E CON SENTIMENTO
Il dialogo profondo e' molto gratificante, sapere che l'altro è attento a quello che dici, che ogni emozione, sentimento, pensiero o valore sarà preso adeguatamente in considerazione, in una parola che sarai compreso bene, è una delle esperienze meravigliose che la coppia si può dare. Ogni coppia ha un suo proprio linguaggio con riferimenti ad esperienze, occhiate d'intesa, gesti affettuosi, complicità, parole e frasi che hanno un particolare significato affettivo; tutto ciò permette un'intimità sempre più profonda, infatti è la parola detta con sentimento ad aprire le difese e a permettere di arrivare al centro dell'essere, che è il cuore. La sostanziale sintonia del dialogo profondo esprime l'essenza stessa del rapporto di coppia. Ciascun partner comprende intimamente ciò che l'altro sta dicendo e si sente libero di rispondere mostrando il proprio mondo interno, e questo è un piacere. La comunicazione procede con un suo ritmo, è una specie di danza in cui ciascuno guida ed è guidato e in cui si crea un'armonia, una musica. Ovviamente è difficile che sia sempre così, le interferenze sono inevitabili, bisogna prenderne coscienza e gestirle a beneficio della coppia, avendo comunque in mente di creare questa sintonia.
LE INTERFERENZE NELLA COMUNICAZIONE
Ma nei rapporti di coppia in difficoltà il dialogo è interferito in modo massiccio dalla rabbia, da risentimenti, da malintesi, da tendenze vendicative, da equivoci, da critiche e da giudizi. Dove è andata a finire l'intesa di un tempo? Il dialogo viene sconvolto gradualmente da modi di essere e fare che divergono sempre più, interessi e obiettivi discordi, modi di dialogare e prospettive contrastanti. Perfino partner che nei primi anni avevano una sintonia idilliaca si ritrovano spesso a dirsi che non si sentono capiti, che le loro parole sono state stravolte nei loro significati personali. In molti rapporti di coppia non si è consapevoli dell'importanza del dialogo per la costruzione dell'intimità. Oltre, ovviamente, all'esperienza intima della sessualità, i momenti di maggiore vicinanza emotiva avvengono attraverso il dialogo. Purtroppo molti trasformano il rapporto di coppia in una azienda di servizi, col risultato che magari tutto sembra funzionare, ma è tutto vuoto di emozioni e di sentimenti e da qui arrivare al tradimento il passo è breve. Il tempo in cui ci si vede va utilizzato per approfondire il rapporto attraverso il dialogo, è questo che crea l'unità. Imparare a comunicare o meglio sviluppare la propria capacità di comunicare è fondamentale, altrimenti le frustrazioni, le incomprensioni, i litigi sono assicurati. Già il significato del dialogo può essere diverso fra uomo e donna, per il primo può essere il luogo per prendere delle decisioni comuni, per l'altra può essere l'essenza stessa del rapporto, in cui si condivide tutta la vita: emozioni, sentimenti, problemi, progetti, valori. Già questa differenza di visione può essere motivo di divisione se non si perviene ad una visione integrata, ad una sintesi. Nella dialettica la sintesi è il risultato del confronto costruttivo fra tesi e antitesi. Quando una coppia dice che nel loro rapporto non c'è comunicazione bisogna stare attenti e specificare, entrando nel merito, in che cosa non si comunica, altrimenti si rischia la condanna globale del rapporto, una generalizzazione eccessiva. Bisogna tradurre questa impotenza globale che già può derivare da un’impotenza emotiva, in problemi specifici, affinché si possano affrontare e risolvere. Le interferenze nel dialogo profondo possono essere le interruzioni, quando un partner non permette all'altro di esprimere fino in fondo il suo vissuto e i suoi pensieri ; un'altra interferenza è l'ascolto passivo senza entusiasmo, senza interesse; un altro modo di non comunicare è divagare, che è anche un modo per non interagire.
TRASPARENZA E VERITA’
Nel rapporto di coppia la sincerità e la trasparenza sono fondamentali. La verità libera, tuttavia dirla con aggressività e potere può ferire il partner piuttosto che liberarlo. La sincerità totale può bruciare più di uno schiaffo, le cose vanno dette con tatto, con amore, su un "vassoio d'argento", certe esperienze ( ad es. eventuali tradimenti ), a volte, non vanno dette affatto. Affermazioni del tipo "in questo momento non ho voglia di parlare" potrebbero essere vissute come un rifiuto, quando si è dentro la rabbia si dicono cose di cui spesso ci si pente, quindi non vanno prese alla lettera perché in quel momento l'altro viene vissuto come avversario piuttosto che alleato. Questo stato emotivo tende ad accentuare gli aspetti negativi e a ignorare quelli positivi, tende a giudicare anziché a comprendere. E' evidente che questa non è né sincerità, né verità: le emozioni forti distorcono la realtà. Solo l'amore permette una comunicazione veramente franca, in quanto ciò che, realmente, conta è la ricerca del massimo benessere e felicità reciproca, quindi anche la sincerità e la verità vanno subordinati all'amore. La momentanea sensazione di comunicare in sincerità e verità può essere un vero e proprio autoinganno, ma il partner oggetto dell'attacco può portare a lungo le ferite, che possono trasformarsi in rancori, risentimenti e tendenze alla vendetta. La verità, come si sa, ha molte sfumature e molte facce, quindi ritenersi colui che sa la verità, spesso è presunzione. Soprattutto la rabbia, una delle maggiori cause della sofferenza, è l'emozione che impedisce l'intimità e quando non c'è comprensione le cose dette vengono deformate, non vanno quindi prese alla lettera. Infatti è esperienza comune, quando subentra la calma, pentirsi di quello che si è detto e come lo si è detto. E’ un gesto di umiltà e di autocritica intelligente dire che si è deformata la comunicazione a causa della lotta rabbiosa. Quando il tono della voce si alza è segno che abbiamo messo in campo un sistema di difesa, abbiamo alzato le barriere, siamo pronti all'attacco e al contrattacco, e spesso ciò avviene automaticamente e inconsapevolmente. E' opportuno mettersi in un atteggiamento di ascolto profondo, di contenimento. Comprendere e assimilare il punto di vista del partner.
IL PARTNER E’ IL CESTINO DEI RIFIUTI EMOTIVI?
L'idea che è bene dire tutto, sfogarsi non sempre da buoni risultati: il partner non è il cestino dei rifiuti emotivi. A volte nel rapporto di coppia è necessario adottare modalità che utilizziamo normalmente nell'ambito professionale, ad es. si dice che "il cliente ha sempre ragione", sappiamo tutti che non è vero, ma anche se ha torto si utilizzano tutta una serie di attenzioni affinché il cliente sia sostanzialmente soddisfatto. Per quali motivi, a volte, trattiamo il partner, che è la persona più importante della nostra vita, peggio di un cliente? Potremmo avere l'attenzione di trattarlo come il migliore dei clienti e mettere in atto tutte quelle modalità di rapporto che tendono a gratificare, soddisfare, rendere piacevole, gioioso, felice il rapporto stesso. Crediamo che ciò avvenga a causa del fatto che nei rapporti economici, in linea di massima, elaboriamo una distanza adeguata, in cui non ci sia eccessivo coinvolgimento emotivo. Nel rapporto di coppia dove il coinvolgimento emotivo è fondamentale, lasciamo andare le emozioni ( magari come reazione all'eccesso di controllo avvenuto nell'ambito lavorativo ) e questo può far emergere modalità di rapporto antiche e non risolte, da qui al non intendersi, per il fatto che si proietta il passato sul presente, il passo è breve. Nel dialogo non è che le emozioni si dicono o non si dicono, le emozioni, come tutto del resto, vanno educate, per es. segnalando all'altro in che stato ci si trova. Ci sono dei momenti in cui si può parlare in modo diretto, ci sono altri momenti in cui il dialogo è opportuno sia indiretto, ci sono altri momenti ancora in cui è preferibile un sano silenzio, per riprendere il discorso in un momento adeguato, altre volte è meglio scrivere un bigliettino o una lettera. Questa attenzione emotiva al partner, questo saper creare la sintonia adatta al momento presente è segno di amore maturo.
MIGLIORARE E’ SEMPRE POSSIBILE…
Si può migliorare il proprio modo di comunicare, a patto che lo si desideri veramente, soprattutto al fine di rendere più felice il proprio rapporto. Ciò che impedisce il cambiamento è credere che è impossibile cambiare, grazie a dei blocchi emotivi, quando si dice che uno ha il carattere fatto così si vuole intendere che è rigido e non disponibile a mediare o a mettersi in discussione. Ovviamente è l'altro che deve cambiare, perché noi abbiamo ragione: è così evidente ( nella nostra testa )... Il cambiamento, invece, è l'essenza della vita: tutto dentro di noi e fuori di noi si trasforma continuamente, anche se impercettibilmente. Fermare il cambiamento è fermare la vita, ma la vita non si fa fermare, è quindi saggio assumere e rendere consapevole lo sviluppo, il miglioramento, ma non sono gli altri che devono cambiare, tantomeno il partner ( se deve cambiare significa che, almeno per certi aspetti , non lo accettiamo...), noi possiamo cambiare solo noi stessi, di conseguenza cambia anche il partner, in quanto siamo in relazione: quindi se noi cambiamo in meglio, ed è sempre possibile, è probabile che il nostro partner cambi in meglio, per quali motivi dovrebbe essere diversamente? Non si tratta che avvenga un miracolo, il miracolo ( che significa trasformazione ) è esprimere un pensiero nuovo, un sentimento detto in modi migliori, cercare nuove sfumature di valori e ideali e cercare di realizzarli nella propria vita quotidiana: un piccolo cambiamento al giorno. Un pensiero al giorno, in un anno sono 365: che potenza! Inoltre dobbiamo prendere coscienza che la nostra mente è sottoutilizzata,. lo spreco del potenziale umano in termini di espressione e realizzazione di sentimenti, pensieri e valori, è veramente enorme. Per molte persone controllare che sia tutto come prima, uguale sembra dare un certo senso di sicurezza, in realtà si sta trasformando il rapporto di coppia in una routine mortifera.
PRENDERE COSCIENZA DEL PROPRIO MODO DI COMUNICARE E RELAZIONARSI
Essere coscienti del proprio stile di comunicazione e migliorare tutto ciò che serve per realizzare un rapporto di coppia piacevole e costruttivo è importante. Ad es. molti equivoci vengono dal tono della voce: un partner può fare una richiesta normale, ma il tono emotivo può essere estremamente autoritario, senza esserne consapevole. Questo può avvenire a causa del fatto che nella famiglia d'origine era considerato "normale" dare ordini o avere un tono alto, il partner può reagire a questo tono sentendosi prevaricato, magari per un pò di tempo accetta questa modalità, in quanto anche lui non è consapevole, poi ad un certo punto risponde in malo modo dicendo che non è un servo e scatta un litigio. Il problema si risolve migliorando il tono della voce e capendo che l'intenzione non è quella di dare gli ordini, ma di chiedere collaborazione, inoltre prendendo coscienza che è una modalità arcaica, che sarebbe utile cambiare. Rendere spontanea la gentilezza, l'educazione, il tatto non è facile in quanto nel rapporto di coppia si portano gli stress e le emozioni sgradevoli non elaborate nell'ambito professionale, inoltre proprio a causa del fatto che le energie sono esaurite riemergono modalità di rapporto più arcaiche e tutto ciò che non è stato risolto nello sviluppo psicologico. Bisogna dire che questo fenomeno è positivo: è proprio l'amore presente nel rapporto che permette di riparare le ferite provenienti dagli ambiti economici e dal passato. Il rapporto di coppia va considerato come un contenitore in cui vengono inserite tutte le interferenze: bisogna esserne consapevoli, allearsi ( la coppia unita è una forza della natura ), prenderne in considerazione una alla volta, affrontarla e risolverla, o se non si può risolverla, accettarla, comprenderla, collocarla, darle un senso. In questo modo si neutralizza l'effetto devastante delle interferenze. Questo dialogo è infinito, ma esserne coscienti ed utilizzarlo per il proprio sviluppo e per la propria felicità, rende il rapporto di coppia il paradiso in terra. Se non si riesce è maturo chiedere aiuto per acquisire le modalità affinché ciò si realizzi, l’analisi di coppia è sicuramente è uno degli strumenti più efficaci in tal senso.
LE FERITE DEL PASSATO
Come si è detto ogni tanto riemerge il passato non risolto e questo è fisiologico in un rapporto di coppia equilibrato, il dialogo profondo d'amore fa rivedere il passato con una luce nuova, se però i traumi sono stati gravi oppure il clima dell'infanzia era intriso di emozioni negative è il caso di ritornare all'origine, cioè riaprire il dialogo anche con le famiglie d'origine, in modo particolare col genitore omologo, cioè col genitore della stesso sesso, in quanto è il più importante rispetto alla costruzione dell'identità sessuale. Ritornare all'origine non per colpevolizzare i genitori per tutti gli errori che hanno fatto ( chi non ne fa? ), ma per riprendere il dialogo interrotto dalle interferenze, per riprendere lo sviluppo da dove eventualmente si è interrotto, incrementando l'amore di base, la gratitudine, la fiducia di base e tutto ciò si riverbera positivamente sul dialogo nel rapporto di coppia attuale.
DIFFERENZE E INTEGRAZIONI FRA I SESSI
Molte persone, in particolare gli uomini, hanno difficoltà a provare ed esprimere i sentimenti, proprio a causa del fatto che nella loro infanzia emozioni e sentimenti erano repressi ( quante mamme e papà hanno detto ai loro figli maschi che gli ometti non piangono? ), bisognava seguire modalità funzionali e regole rigide, passate magari come valori morali. Questa difficoltà di comunicazione viene riportata nel rapporto di coppia attuale. Proprio per il tipo di educazione che abbiamo ricevuto le donne sono inclini a sottolineare i lati emotivi di un problema di dialogo, mentre gli uomini tendono ad analizzare le situazioni e a sottolineare gli aspetti razionali. Come tutte le generalizzazioni può avvenire il contrario e tutte le sfumature, che sono infinite, sono possibili. La sintesi è la soluzione migliore: saper vedere prima di tutto gli aspetti emotivi e sentimentali, poi gli aspetti razionali e se a questi si aggiungono anche gli aspetti valoriali, il processo è veramente completo. Questa successione riflette anche lo sviluppo della personalità: quando nasciamo siamo istinto ed emozioni, col tempo, grazie all'educazione, formiamo il nostro io, che è la nostra parte razionale e per finire sviluppiamo il super io, che è la parte riguardante i principi, i valori. Se vogliamo vederla da un altro punto di vista: all'inizio prevale il femminile ( la madre ), poi il maschile ( il padre ) e per finire la coppia ( l'alleaza fra femminile e maschile ), il noi, lo spirito che tiene unito e che tutto pervade. L'importante è sintonizzarsi sullo stesso canale comunicativo: se il partner desidera un sostegno emotivo è del tutto inutile dare una risposta razionale, anche se questa è intelligente e giusta non serve, in quanto non richiesta, il partner comunque non si sentirà compreso. Quindi prima di rispondere automaticamente e inconsapevolmente è opportuno chiedersi e magari chiedere: desidera una risposta sentimentale, razionale o spirituale? O, meglio ancora globale rispettando il vissuto, il processo comunicativo? La comunicazione è veramente un'arte, tuttavia è vero che la centralità, la base va data ai sentimenti. Siamo stati tutti interferiti da una educazione ( soprattutto scolastica ) che ha dato eccessiva importanza alla razionalità, col risultato che in molti rapporti in cui le emozioni, i sentimenti, la sessualità e la spiritualità vengono sottovalutati, la noia, il vuoto, il non senso rendono tali rapporti svuotati , sterili e ripetitivi. Tutto sembra funzionare bene : il bilancio economico è positivo, la casa è pulita, i figli sono ben adattati. Fra i molti aspetti che potrebbero spiegare l'assenza di gioia e di entusiasmo in un rapporto di coppia c'è la povertà, la superficialità del dialogo. E' veramente un'offesa alla nostra psiche ripetere sempre le stesse cose, pensare che le soluzioni siano tecniche. Noi siamo fatti per essere felici, ma la felicità non capita casualmente, va ricercata sistematicamente nel rapporto. La felicità è in relazione al piacere, alla passione, alla profondità, ai progetti, ai valori. Purtroppo dobbiamo dire che ci sono tante persone ( troppe ) che hanno sviluppato una personalità e quindi un rapporto di tipo masochistico, per cui ricercano, in tutti i modi ciò di cui lamentarsi, il negativo, i difetti, i drammi, le catastrofi. A queste persone dà fastidio l'amore, hanno paura dell'intimità non solo per sé, ma anche per il partner e anche per le altre coppie e quindi fanno di tutto per dimostrare che la felicità non esiste e se esiste, negli altri, è solo un'illusione, il sabotaggio è sistematico. La noia viene combattuta ridando vita ai sentimenti, alle emozioni, ai divertimenti, alla sessualità, trovando il senso della vita e della morte, impegnandosi nei valori.
RIDERE INSIEME
Un altro fattore che tende a smorzare la comunicazione nel rapporto di coppia è l'eccesso di serietà: i partner hanno perso per strada l'allegria, la giocosità, l'umorismo. Invece queste sono realtà da coltivare sempre se si desidera una sana comunicazione e il piacere nella coppia. Ridere insieme è fondamentale, ricordarsi i momenti piacevoli del passato e del presente sviluppa le emozioni positive, che così possono ripetersi, ritornare sui luoghi in cui si è stati bene è bello. Noi prescriviamo alle coppie di ritagliarsi una sera alla settimana per riprendere le cose piacevoli del passato: cinema, teatro, concerti, pizzeria, ristorante, ogni coppia ci mette ciò che serve per rinnovare il piacere, la gioia, la felicità, l'umorismo. Anche se bisogna fare in modo di essere sostanzialmente soddisfatti e felici in qualsiasi cosa si faccia . Occorre intelligenza e amore per essere spiritosi piuttosto che sarcastici e pungenti. E' meglio fare dell'umorismo piuttosto che manipolare il partner. Molte coppie segnalano i loro sentimenti positivi ridendo insieme.
CERCARE LA SINTONIA
Il dialogo può essere reso emotivamente e sentimentalmente gradevole seguendo alcune attenzioni miranti ad evitare le interferenze che disturbano il rapporto. Come abbiamo già sottolineato è importante sintonizzarsi sul canale comunicativo del partner, entrare in empatia, cioè sentire quello che sente l'altro. Offrire sostegno significa essere dalla parte del partner. Significa anche avere fiducia che il partner ce la può fare. Un altro modo per mostrare un interessamento sincero è quello, oltre ad ascoltare profondamente, di fare delle domande pertinenti allo stato emotivo. In questo modo il partner può chiarire a se stesso e all'altro il problema, vederne più chiaramente le cause e, eventualmente se fosse necessario, prospettare soluzioni più adeguate. Anche essere un buon orecchio, in un mondo in cui troppi parlano, mostra una notevole sensibilità. E' opportuno quindi segnalare che si sta ascoltando e che è un ascolto autentico. Certe espressioni verbali, certi gesti, certe manifestazioni del volto mostrano se una persona è attenta o meno, per cui è impossibile barare. Se un partner non riesce ad ascoltare perché è stressato o preoccupato o angosciato è meglio che lo dica, in modo da rimandare il dialogo in un momento opportuno, anziché far finta di seguire, in quanto su questa finzione si può scatenare una lite. Il dialogo è un mutuo scambio di emozioni, sentimenti, idee, informazioni, progetti, valori; non ricevere una risposta congruente significa parlare per niente e questo non è degno di un vero rapporto di coppia. Non è detto che interrompere sia segno di egocentrismo piuttosto che di eccessiva ansia, può essere la modalità che il partner ha di interagire, tuttavia bisogna dire che l'interruzione è irritante, a meno che colui che parla sia un logorroico, che si parla addosso, che non ha nessuna intenzione di interagire. Infatti la logorrea è segno di ansia esagerata e di controllo del partner. In linea di massima è opportuno far finire il discorso per poi rispondere esponendo in modo adeguato le proprie idee e i propri vissuti emotivi.
FARE DOMANDE CONGRUENTI
Fare domande è un'arte utile, in quanto le domande “obbligano” le risposte. Domande ben poste permettono al dialogo di proseguire in modo costruttivo, certi silenzi significano "non ho voglia di parlare con te". Domande fuori luogo, intrusive, inquisitorie possono bloccare il dialogo, mentre una domanda ben posta, come per magia, può sbloccare un dialogo che stava languendo. Due avverbi e un verbo sono pericolosi: sempre, mai e devi. "Parli sempre" o "non rispondi mai" o "devi fare questo e quell'altro" o frasi del genere dette sistematicamente mettono in difficoltà il partner in quanto suonano come condanne senza appello o, nel caso del verbo dovere, mettono il rapporto sul piano del dovere piuttosto che sul piano del piacere e della gentilezza. Anche come viene formulata la domanda è importante, ad es. l'uso del perché può essere limitativo e accusatorio, "come mai sei arrivato tardi?" apre ed è meglio di "perché sei arrivato tardi?". Un altro modo per ammorbidire il discorso è presentare le affermazioni iniziando con "mi sembra che...", piuttosto che "è così e colà". E' opportuno chiedere l'opinione del partner praticamente su tutto, non è necessario essere d'accordo su tutto, il confronto comunque è costruttivo. Nella comunicazione bisogna stare attenti ai punti deboli del partner: tutti ne abbiamo, bisogna rispettarli e non utilizzarli per ferire, sarebbe una grave scorrettezza. Da questo a non confidarsi più per certi aspetti per paura di essere feriti e alzare le difese il passo è breve. L'amore è anche rispettare i limiti del partner, ma nessuno è immune da limiti. Anche se certi limiti sono sintomi che sarebbe opportuno trasformare. Per finire il rapporto di coppia si fonda su un buon dialogo, quindi il segreto è comunicare, comunicare, comunicare, soprattutto comunicare i sentimenti. Chi non comunica i sentimenti controlla l'altro, chi controlla si mette sopra nel rapporto. In questo modo è fuori o ai margini del rapporto, in quanto un vero rapporto di coppia prevede una comunicazione paritaria e per mettersi alla pari costantemente bisogna allenarsi costantemente ed essere sensibili e attenti.
* Brano tratto dal libro
"L'arte del dialogo"
di Gianni
Bassi e Rossana Zamburlin
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